TASTEPARTOUT | VOYAGES CULINAIRES

TastePartoutsViaggiare con gusto, coniugando il piacere della scoperta di luoghi e tradizioni diverse, con la curiosità di conoscere le culture gastronomiche dei popoli
E' questa in estrema sintesi la filosofia che rende uniche ed appetibili le proposte di viaggio di TastePartout, tracciate in esclusiva dal giornalista "gastronomade" Vittorio Castellani, conosciuto con il nickname di Chef Kumalé, sulla base delle proprie esperienze, maturate in 15 anni di reportages intorno al mondo.

L'arcobaleno di colori dei mercati acquatici di Bangkok, i profumi e le voci della cucina di strada di piazza Djemaa al Fna a Marrackech, i sapori estasianti dei migliori ristoranti di cucina tradizionale e d'autore, le coltivazioni di spezie e dei mille prodotti esoticiŠ sono questi e molti altri ancora gli elementi che permettono di scoprire oltre alle classiche attrazioni turistiche i paesaggi del cibo [Foodscapes], scenari che rendono uniche le diverse tradizioni culinarie; elementi affascinanti che contribuiscono in modo sensibile alla costruzione di un viaggio di qualità, alla conoscenza di un Paese.

Fino ad oggi i "pacchetti" di viaggio elaborati dai tour operators hanno deliberatamente ignorato le culture gastronomiche "altre", plasmando i turisti verso un'anonima e omologata "cucina internazionale" che ci ha abituato a gustare le stesse pietanze, con gli stessi ingredienti e sapori, nei cinque continenti.
Come per le diverse lingue, ogni cucina possiede dei vocaboli, contiene ed esprime la cultura di chi la pratica, è depositaria delle tradizioni e dell'identità dei popoli, costituisce pertanto un elemento fondamentale per conoscere le altre culture. Marocco e Thailandia, sono le prime destinazioni, già prenotabili, seguiranno presto altre formule week-end che avranno come destinazione alcune capitali europee e del Mediterraneo.

La cura del confezionamento e della vendita del prodotto turistico sono garantite dai Tour Operators con i quali gli itinerari vengono organizzati su richiesta.

Tutte le proposte di viaggio TastePartout si basano su un format che prevede la degustazione dei piatti autoctoni nei migliori ristoranti, i "templi del gusto", che ogni paese conserva gelosamente, da quelli della tradizione popolare a quelli più raffinati ed esclusivi di cucina creativa e d'autore, senza tralasciare le visite guidate a piantagioni e food markets, con degustazioni itineranti di street food e con la possibilità di frequentare brevi corsi di cucina, nelle migliori scuole del mondo.

TV, VIDEO & RADIO

TELEVISIONE & VIDEO

provaCuoco

RAI 1: La Prova del Cuoco 5-6 conduzione rubrica di world food con Antonella Clerici, 2004-2006

trebisonda

RAI 3: Trebisonda, conduzione rubrica Le cucine del Mondo per i ragazzi, 2008-2009

RADIO

radioFlash

RadioFlash Fm 97.6, trasmissione giornaliera The Cous Cous Clan di suoni e cucine del mondo, dal 1991 al 1995

COFFEE ROOTS Viaggio alle Radici del Caffé | National Geographic

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natGeoLa serie di video reportages che ho curato come autore per Lavazza nell'ambito del progetto Coffee Roots: viaggio alle radici del caffé, in collaborazione con l'Agenzia di produzione video Setteventi e National Geographic rappresenta un inedito viaggio alle radici della cultura del caffè, un percorso a ritroso nello spazio e nel tempo, ma assolutamente attuale, per ripercorrere le origini e la prima diffusione verso Occidente del magico chicco.
I reportages video sono frutto di uno studio preliminare sugli usi, costumi e tradizioni legati alle culture materiali dei paesi che abbiamo attraversato in questa ricerca e di altrettanti reportages realizzati appositamente sul campo per documentare dal punto di vista giornalistico e video-fotografico la ricchezza e la varietà con le quali i diversi popoli che hanno adottato il caffè hanno saputo adattarlo ai propri gusti, legandosi profondamente a lui.

Coffee Roots: Video Reportages

COLOMBIA SABE DE CAFÈ

ColombiasabedecafeUna incredibile spedizione alla scoperta delle migliori aree di produzione cafetera della Colombia, un'avventura che è stata possibile grazie al programma Colombia Sabe de Café, promotore e sponsor del Progetto. Questo reportage ha aggiunto un tassello importante nel complesso mosaico della Coffee Culture, poiché la Colombia vanta con le sue varietà di Supremo ed Excelso le migliori qualità di caffè dell'America latina. Questo reportage, ha portato alla luce i luoghi più significativi della Colombia per la produzione ed il consumo di caffè.
Il caffè giunse per la prima volta in Colombia nel 1808, sono passati quindi oltre duecento anni dalla sua introduzione in questo meraviglioso Paese e con questa spedizione-reportage ho raccontato come questa bevanda sia entrata nella vita e nella cultura dei colombiani, originando riti, abitudini, proverbi, credenze, modi e ricette diverse per prepararlo e consumarlo, con tecniche ed ingredienti vari o abbinato ai piatti della vostra tradizione.
Ogni tappa della spedizione, da Bogotà a Cartagena, passando per Chinchinà e Barranquilla e molti altri luoghi ancora, è stata per me l'occasione per raccontarvi la mia visione della Colombia que Toma el Café, quella vista da un Gastronomade che non conosce frontiere. Il viaggio inizia ora!

Contatti

VITTORIO CASTELLANI

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chef @ kumale . net
chefkumale

 

Le Officine Gastronomiche di World Food

ogm1L’esperienza maturata in questi dieci anni di sperimentazioni e attività con I laboratori di cucina del mondo hanno permesso al giornalista "gastronomade" nei panni di Chef Kumalé di delineare un format al tempo stesso flessibile e spettacolare, didattico e formativo in grado di trasmettere ai partecipanti in modo semplice, piacevole ed efficace, una cospicua mole d'nformazioni e conoscenze legate alle tradizioni gastronomiche di altre culture, miscelando sapientemente all’interno della stessa attività: informazioni sulle diverse precettistiche alimentari (prescrizioni e divieti religiosi), elementi etnografici e di antropologia culturale (I cibi delle feste, usi, costumi, riti, etichetta, tabu alimentari e cerimonie a tavola), ciò che gli anglosassoni definiscono come “cultural food”, sapientemente miscelati con altri a carattere prettamente culinario: cucine, piatti, tecniche e prodotti alimentari esotici, utensili tradizionali).

 

World Food Show Cooking

ogm2I laboratori di cucina multietnica possono essere impostati come uno Show Cooking e trattare in modo approfondito degli aspetti più diversi delle culture gastronomiche, seguendo una metodologia attiva basata sull’osservazione partecipata, il pubblico assiste in diretta alla presentazione, preparazione step by step e narrazione di una serie di ricette tradizionali, inserite nel contesto della cultura di appartenenza specifica di una determinata tradizione. I singoli prodotti “esotici”, spesso sconosciuti al pubblico Italiano, ma oggi in buona parte reperibili in Italia, gli utensili tradizionali (pentole, coltelli, attrezzi da cucina) e le diverse tecniche di taglio, trattamento degli alimenti e cottura vengono ampiamente illustrati nel corso della dimostrazione. Si spazia dalle diverse cucine (araba, messicana, indiana, giapponese...) alle tecniche di cottura (wok chi, vapore, stir fry, BBQ…), alle tipologie di portata (gli appetizers, I dolci, I piatti unici…) o alle diverse tradizioni (le tapas, I mezzé, I dim sum, il finger food, la cucina fusion, lo street food…) che attraversano I cinque continenti.

Multi EATnic Perfoodmances

ogm3Ascolto e dimentico, vedo e ricordo, faccio e capisco, in tre parole: osservo, sperimento, imparo. E' con questa filosofia, mutuata dalle “Esperienze di Apprendimento Mediato” o EAM (in inglese Mediated Learning Experience MLE) che nel 2009 nasce un nuovo format, collaudato con successo nell'ambito di festival ed eventi, che vede il pubblico come protagonista della performance culinaria, unico autore dei piatti che imparerà a conoscere e cucinare, tratti da un repertorio che attraversa i 5 continenti, sotto l'abile guida di Chef Kumalé..Per ospitare le Multi EATnic Perfoodmances occorre predisporre una cucina "diffusa”, attrezzata in modo minimale ma funzionale, in modo di cucinare insieme, step by step, affidando a ciascuno il compito di preparare e cuocere gli ingredienti con le diverse tecniche, seguendo le indicazioni fornite da Chef Kumalé che li accompagnerà fino all'assemblaggio finale del piatto. I World Food Show Cooking e le Multi EATnic Perfoodmances vengono accompagnate preferibilmente dalla degustazione guidata dei piatti e delle specialità realizzate durante le singole sessioni.

Talk Food

ogm4 I Talk Food invece tralasciano la pratica culinaria e si configurano come conferenze tematiche, condotte con stile giornalistico e linguaggio divulgativo, volutamente non accademico, con l'obiettivo di coinvolgere e catturare l'attenzione dei partecipanti, utilizzando spesso la proiezione di slideshow con "tappeti sonori", visione di brevi videoclip, esposizione di oggetti, libri e prodotti a tema. Per quello che riguarda i contenuti non esistono praticamente limiti...si può spaziare dalle tradizioni dei vari terroirs: o dalle le cucine di una macro area (ad esempio il Medio Oriente, l’Africa nera o il Caribe…) piuttosto che quelle di un singolo paese o regione (la cucina giapponese, piuttosto che quella arabo andalusa del Marocco), o di una determinato ambiente (la cucina di terra, il sea food, la cucina del deserto…) ad argomenti specifici legati ai prodotti (le spezie e le erbe aromatiche, la frutta tropicale, té-caffé ed infusi…)

 

 

La Conduzione

Gli incontri sono condotti in prima persona da Vittorio Castellani, Massimo esperto in Italia di cucine del mondo ma possono essere co-condotti con ospiti selezionati da Chef Kumalé residenti in Italia o invitati da paesi esteri, come spesso accade in occasione di Eventi e Manifestazioni.

CONOSCERE LE ALTRE CULTURE, A CASA NOSTRA... ATTRAVERSO IL CIBO?

Le risposte in questa breve intervista che Chef Kumalé ha rivolto a Patrizio Roversi, protagonista con Syusy Blady della trasmissione televisiva “Turisti per caso”.

roversiChef K. - Patrizio, credi che promuovere la conoscenza delle diverse abitudini alimentari e dei prodotti etnici di consumo, possa aiutare a scoprire qualcosa di più delle altre culture che ci circondano?

Patrizio Roversi - Lo stomaco è il luogo dei giudizi e dei pregiudizi, mentre la cucina è un veicolo infinito di conoscenza dove tutto si mescola… la cultura con la religione, gli ingredienti con i divieti e tutto diventa improvvisamente comprensibile. Se ti stupisci che gli Arabi non consumano carne di maiale prova un po’ te a mangiare il salame nel deserto, che poi vedi…
Per comprendere bisogna conoscere, le diversità non sono inaccettabili e ogni abitudine è rispettabile. In Marocco sono stato ospite di una famiglia dove ho assistito alla preparazione del cous cous. Le donne cucinano per terra… mi è bastato veder preparare un piatto per scoprire il rapporto tra i sessi, il ruolo della donna, fare qualche domanda sull’uso delle spezie e di certi ingredienti per scoprire segreti e virtù curative degli alimenti.

TPCChef K. - Da buon emiliano, com'é stato l'impatto tra le tue radici gastronomiche e le cucine del mondo, incontrate nell’esperienza di "Turisti per caso"?

Patrizio Roversi - Ti dirò che durante tutti i miei viaggi sono sempre riuscito ad ingrassare pur senza toccare un solo piatto di cucina italiana. Io mi sono sempre trovato meglio nell’orale che nello scritto… non sto mai zitto, mangio sempre e uso la lingua per approcciare gli altri. Essere avventuroso si concretizza nell’essere goloso… la vera avventura nel viaggio è spesso legata al cibo. Mi è capitato così di mangiare la vipera fritta in Giappone e di berne il suo sangue, o di gustare cavallette e grilli fritti in sud America. Assaggiando tutto mi sono reso conto che tutto il mondo è paese, perché in fin dei conti i sapori sono pochi, e sempre gli stessi…la vipera sa di anguilla, i grilli di gamberetti! La varietà gastronomica però rappresenta una ricchezza e va salvaguardata. I viaggi hanno modificato le mie abitudini alimentari, quando riesco a trovare il tempo mi preparo un cous cous con le verdure, perché la carne di montone la trovo pesante, oppure mi cucino il tonno alla polinesiana, con la noce di cocco. La mia cucina preferita rimane quella italiana, ma subito dopo viene la giapponese, che, vipere a parte, è una gran libidine. Considero poi la cucina cinese come quella della mamma, la più adatta per i singles. Ovunque mi trovi nel mondo so di potermi consolare con un piatto di ravioli al vapore, un riso alla cantonese, le frutta fritta. La cucina etnica fa parte delle mie abitudini anche se oggi l’unico cibo veramente esotico rimangono i tortellini come li faceva mia nonna.

TPCChef K. - Quali consigli daresti ad un italiano medio per diventare un "Turista per casa"… un viaggiatore tra le culture del mondo della porta accanto?

Patrizio Roversi - A Rocca Malatina, il mio paese natale in provincia di Modena, oggi battezzato Rocca marocchina, per l’elevato numero di emigrati maghrebini, stiamo cercando di organizzare dei momenti conviviali coinvolgendo le famiglie del posto, visto che anche il fornaio del paese si è messo a fare il pane arabo! La cucina rimane il luogo ideale per mangiare, chiacchierare, conoscersi, sdraiarsi e dormire, tutti riti legati alla socializzazione. Bisogna organizzare degli inviti tra le famiglie per farle incontrare a tavola, attraverso il piacere del cibo.

TURISTI PER CASA | MULTIEATHNIC WALK TOUR

TURISTI PER CASA permette di realizzare un autentico giro del mondo scoprendo con gusto, le mille attrazioni e curiosità introdotte dalle comunità migranti, con i loro commerci e attività, intorno all'area del mercato alimentare di Porta Palazzo di Torino, ad oggi il più grande open market d'Europa.
Nel raggio di poche centinaia di metri, con un itinerario della durata di tre ore è possibile passare dal Mondo Arabo, all'Africa nera, spaziando tra Europa dell'Est e l'Asia, semplicemente svoltando l'angolo. Se nel dopoguerra il mercato di Porta Palazzo ha subito le prime trasformazioni con le migrazioni dalle montagne piemontesi, negli anni '50 sono arrivati i "Meridionali", ma anche i veneti e toscani; oggi sono invece i cinesi, maghrebini, latinoamericani, rumeni  a sorprenderci con i loro cibi e prodotti tipici, ancora tutti da scoprire. La Torino touscouleurs del nuovo millennio sembra una città di mare, per tutti Porta Palazzo è il porto d'arrivo e punto d'incontro!

Il tour proposto rappresenta una sintesi di tre itinerari possibili: 100% Arabica, Ogni Ben di Buddha, Turin-Dakar, arricchita di una sezione dedicata alla presenza romena [Romania Mia] senza tralasciare un affondo nelle radici della nosta migrazione multiregionale interna [Napuli & PiemuntEyes]

100% Arabica

arabicaApprezzare i profumi di un tè con la menta sorseggiato in una caffetteria maghrebina oppure l'aroma del pane egiziano appena sfornato, caldo. Il venerdì, in ogni gastronomia marocchina all'ora di pranzo è giorno di cous cous, mentre durante la settimana ogni momento è buono per fumare il narghilé sulle note di un brano raï di Cheb Khaled. Sembra di essere a Marrakech e invece è Torino Come in ogni Medina che si rispetti anche Porta Palazzo ha il suo Suq, ma anche la moschea (anche se manca il minareto), il suo forno arabo ed il bagno turco, luogo di purificazione dell'Islam.
L'itinerario 100% Arabica si snoda nella parte nord di Porta Palazzo, là dove sono concentrate la maggior parte delle attività commerciali maghrebine e dove si danno appuntamento le circa 18.000 persone che ogni settimana giungono da ogni parte del Piemonte  per fare la spesa di prodotti nord-africani e medio-orientali.
Ogni settimana arrivano dal Marocco 20.000 mazzi di menta dolce per preparare il té, ma anche i carichi di spezie, frutta secca e le pentole tajine di coccio. E se alla fine del walk tour l'appetito è aumentato ci si può anche gustare un autentico piatto di couscous

Ogni Ben di Buddha

buddhaIl contadino cinese espone orgoglioso sui banchi del mercato coperto di Porta Palazzo il suo raccolto di zucche serpente, fagiolini chilometrici, foglie di crisantemi; prodotti coltivati negli orti urbani di periferia della città ma da qualche tempo anche a Carmagnola, già capitale del peperone per la bagna càuda piemontese o nelle Langhe dove c'é chi si cimenta nella coltivazione del bambù commestibile e non solo più nella cura delle uve da Barolo. Sembra di essere a Pechino invece è Torino
L'Itinerario Ogni Ben di Buddha si snoda nella chinese side di Porta Palazzo, là dove ogni settimana il furgone della famiglia Thang "vola" fino a Parigi, nella Chinatown del XIII arrondissement, sede della più grande centrale d'importazione dall'Oriente, per fare il carico di prodotti freschi che arrivano direttamente dalla Cina, ma anche dalla Thailandia, dall'India e da ogni angolo del Sol Levante: bulbi freschi di lemongrass, uova invecchiate di cent'anni, meduse in salamoia, lingue d'anatra surgelate, ma anche meravigliosi litchi colti a giusta maturazione. All'ora di pranzo si può sempre gustare un menù in un autentico chinese restaurant frequentato solo dalla comunità piemontese dagli occhi a mandorla.

Turin-Dakar

arabicaIl ritmo dei djembé riecheggia tra i palazzi del mercato delle pulci, al Balôn, il sabato mattina, giusto alle spalle di Porta Palazzo, mentre il venditore ambulante sfila una ad una le sue maschere tribali del Burkina Faso, dall'immenso borsone da viaggio, per iniziare la vendita. Intanto al Djoloff Market è arrivato il carico, sempre da Parigi d'igname, manioca e peperoncini feroci canì freschi, tra i più piccanti al mondo. Questa sera si può preparare un buon fou fou e brindare con vino di palma. Sembra di essere a Dakar e invece è Torino.
Sono senegalesi, avoriano, nigeriani, ghanesi, camerunesi, popoli ed etnie africane diversi tra loro, ciascuno con i suoi piatti, culture e tradizioniŠ anche per loro il mercato touscouleurs di Porta Palazzo rappresenta un pezzo d'Africa nera, un fondamentale punto d'incontro e d'aggregazione. Varcando la soglia di un african foodstore si rimane sorpresi per l'intensità degli odori emanati dai pesci essiccati e affumicati, per la curiosità verso le decine d'ingredienti sconosciuti: noci di cola o di palma, foglie di saka saka e cibi tribali dei popoli delle foreste: miondò, bobolò, ma anche dalle scatole di Pastiglie Valda, per preparare un vero tè alla senegalese!

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Turisti per Casa per La7 | Effetto Reale

preSUQ

Turisti per Casa a Genova per Suq

Turisti per Casa è stato organizzato con successo in altre città, in occasione di alcune manifestazioni ed eventi:
Genova nei vicoli di via Prè, a Milano, in zona corso Venezia e via Padova, a Prato, nella Chinatown di via Filzi, a Roma, nel mercato dell'Esquilino

Per informazioni

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Testimonials

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L'opinione di Carlo Petrini

fondatore Slow Food

Per entrare davvero in una cultura, per odorarla, assaggiarla, sentirla, parlare e e urlare bisogna, quando si viaggia, fare visita al mercato del luogo. E' una prerogativa che mi sono sempre posto, tanto in Italia, come all'estero. Il mercato è il centro pulsante dell'attività umana, incontro di abitudini, gente, commerci. Rappresenta lo spaccato di una comunità ci si può immergere e respirare l'identità di un territorio.  Nelle grandi città, storicamente il mercato si trasforma in base alle correnti culturali che attraversano l'agglomerato urbano: Porta Palazzo per Torino ha vissuto molti di questi cambiamenti. Dalla massiccia migrazione dal sud Italia all'attuale flusso da paesi lontani e in difficoltà. Si tratta di migrazioni che hanno portato anche contrasti, incomprensioni e difficoltà; soprattutto per chi arriva. Fare un giro a Porta Palazzo, però è il modo migliore per capire come in realtà la mescolanza di popolazioni diverse è un'occasione di arricchimento, di scoperta. Osservare la varietà dei prodotti che ora sono disponibili sotto casa nostra è entusiasmante. La diversità alimentare, che predichiamo e cerchiamo di difendere da anni, è a portata di mano, non rendersene conto è un atto di grave ignoranza. Porta Palazzo è il simbolo di questa integrazione stimolante che sta superando la fase del primo avvicinamento; Una frase che troppo spesso si traduce in scontro o in una convivenza reciprocamente esclusiva. Ora siamo finalmente oltre: tanto che queste persone ci portano nella loro cultura, ma molti di loro stanno assorbendo le nostre tradizioni,alcuni addirittura ne sanno di più di molti di noi "indigeni"....

voltolini

Porta Palazzo, nella visione di Dario Voltolini

scrittore torinese

Carni ovine e avicunicole, ecco ciò che mio padre e i suoi fratelli vendevano a Porta Palazzo. Mia madre lavorava dal panettiere, tettoia dell'Orologio anche lei. La famiglia di mia madre era piemontese, quella di mio padre proveniva dal Trentino. Posso vantare anche io, dunque, su scala infinitesimale, un certo meticciato!
Porta Palazzo faceva parte del mio mondo di bambino, ma era anche un mondo a sé: una zona di lavorazione e di scambio di merci sommersa da ondate di popolazione famelica. Un luogo sia reale sia mitologico: chi lavorava a Porta Palazzo parlava in continuazione, con i clienti, con gli amici o i concorrenti, con i garzoni, con i titolari, con il barista nelle rare pause, con i contrabbandieri, le suore, gli zingari, con i vigili urbani, i politici in cerca di voti, con gli arrotini, i venditori di frigoriferi, i proprietari di ristoranti. E parlando lavorava senza fermarsi. Porta Palazzo era un frullatore. Se ci entravi ti toccava mescolarti con tutto il resto, fino alla sera, quando ne venivi espulso sbalordito, frastornato, spianato. Porta Palazzo è, da sempre, la mescolanza.
È per questo che la sua forza e la sua specificità valgono ancora oggi, nella situazione di mutamento di questi anni, dove la rappresentanza etnica è cresciuta in modo esponenziale, mai vista prima. Il mercato di Porta Palazzo per sua natura sa accogliere il cambiamento, in maniera che potremmo dire calda, cioè lasciandosi stravolgere, sopportando tensioni e dolore, e alla fine rinascendo come ennesima versione di se stesso. Nessuno si illude che nei cambiamenti si possano evitare lacerazioni e caos, ma pochi sanno vedere come insieme a questi fenomeni di frizione se ne accompagnino anche degli altri, di segno positivo, fatti di integrazione, scambio, crescita, apertura di opportunità, inaugurazione di situazioni inedite. Porta Palazzo, questo, l'ha sempre saputo. Fieramente. Senza illusioni assurde, ma senza depressioni infondate.
Indicare i lati positivi dei fenomeni complessi è un antidoto contro l'insicurezza. Questo è lo spirito della presente mappa della Porta Palazzo multietnica, in cui vedo con orgoglio premiata l'attività umana più di ogni altra orientata allo scambio: sto parlando del commercio fondato sul cibo. Prima dei filosofi e contro i militari, sono i commercianti che intuiscono la vera opportunità  (la ricchezza...) che un mondo multiforme offre agli uomini. E Porta Palazzo è il nostro maggiore monumento storico al commercio.

rovers

Turisti per Casa vs Turisti per Caso

by Patrizio Roversi

Lo stomaco è il luogo dei giudizi e dei pregiudizi, mentre la cucina è un veicolo infinito di conoscenza dove tutto si mescola la cultura con la religione, gli ingredienti con i divieti e tutto diventa improvvisamente comprensibile.
Se ti stupisci che gli Arabi non consumano carne di maiale prova un po' te a mangiare il salame nel deserto, che poi vedi Per comprendere bisogna conoscere, le diversità non sono inaccettabili e ogni abitudine è rispettabile.
In Marocco sono stato ospite di una famiglia dove ho assistito alla preparazione del cous cous. Le donne cucinano per terra mi è bastato veder preparare un piatto per scoprire il rapporto tra i sessi, il ruolo della donna, fare qualche domanda sull'uso delle spezie e di certi ingredienti per scoprire segreti e virtù curative degli alimenti.
Essere avventuroso si concretizza nell'essere goloso la vera avventura nel viaggio è spesso legata al cibo. Io mi sono sempre trovato meglio nell'orale che nello scritto non sto mai zitto, mangio sempre e uso la lingua per approcciare gli altri.

EMOZIONI DA VIVERE

eventiGli Eventi sono la mia grande passione, me ne occupo con successo da oltre quindici anni. Che si tratti di idearli ex novo come Event Designer, sviluppandone format e concept o di curarne la direzione artistica, ho modo di dare sfogo alla mia creatività e voglia di creare. Mi occupo e/o mi sono occupato di…

 


 

Attivo

Ortinfestival

Festival Gastronomico degli Orti Contemporanei | Venaria Reale TO
30 maggio – 2 giugno 2015 - www.ortinfestival.it

ortinfestival2014MiniUna grande festa dedicata all’orto e ai prodotti della terra dove gustare i piaceri del cibo, tra gli antichi sapori tradizionali e le ricette provenienti dalle culture gastronomiche di  tutto il mondo. Vini pregiati e birre artigianali, cucina di strada e piatti esotici, prodotti biologici e ricette innovative. Incontri con esperti, dibattiti, giochi e intrattenimenti per grandi e piccini, concerti e musica dal vivo, arte e oggetti di design ispirati dalla magnifica cornice del Potager Royal dei Giardini della Reggia di Venaria. Una green immersion nel fascino e nel piacere dei prodotti della Madre Terra, interpretati da talent chef e contadini “visionari” del nuovo millennio, per un lifestyle contemporaneo. Un nuovo evento che ha ottenuto il Patrocinio di Expo 2015, realizzato dalla Reggia di Venaria dichiarata dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”

Attivo

Mappamondo

Culture di viaggio, Culture in viaggio | Borgo medievale TO
2015 date in corso di definizione - www.mappamondo.es

mappamondo2014MiniUn evento lungo un week end, interamente dedicato al tema del Viaggio, nelle sue diverse espressioni, ospite degli splendidi spazi del Borgo Medioevale, lungo le rive del fiume Po. Il Viaggio reale… Turisti, viaggiatori, esploratori come esperienza di ricerca, ma anche come spazio di libertà, per dissipare la propria sete di avventura e di conoscenza. Il viaggio tra le culture "altre"… È il viaggio che possiamo compiere quotidianamente nel luogo in cui viviamo, incontrando e scambiando con le diverse culture che ci circondano. Il Viaggio interiore… Introspezione, benessere e cura del sé, il viaggio forse più affascinante, il più difficile, ma al tempo stesso alla portata di tutti quanti noi.
Borgo Medievale di Torino - www.borgomedievaletorino.it
Il Circolo dei Lettori www.circololettori.it

Attivo

Beer2Peer

Beerfest, cibo di strada & creatività | Borgo medievale TO
2015 date in corso di definizione - www.beer2peer.it

b2p2013MiniUn week end interamente dedicato all'universo della birra artigianale, ai veri cibi di strada e alla creAttività, per scoprire tutti gli stili di birre possibili, spillate da alcuni tra i migliori micro-birrifici e brewpub italiani, il tutto vivacizzato dagli interventi degli artisti di strada della Scuola di Cirko Vertigo In collaborazione con:
Borgo Medievale di Torino - www.borgomedievaletorino.it
Cirko Vertigo www.cirkovertigo.it

Attivo

Suq Festival dei Popoli

Genova 13-24 giugno 2015 - www.suqgenova.it

 

Attivo

Festival Internazionale del Cibo di Strada

Cesena - www.cibodistrada.com

Pregressi

Altri eventi in Italia

Distinti Salumi | Cagli PU
Vino in Villa Consorzio del Prosecco Superiore DOCG | Susegana TV 

BIG Biennale Internazionale di Arte Giovane | Torino
Chees Art Corfilac | Ragusa
Cous Cous Fest | S. Vito Lo Capo TP
Festival del Peperoncino | Diamante CS
Girotonno | Carloforte CA
Identità & Differenza Festival Interculturale | Torino
Mescolanze Festival dei Popoli | Rovereto TN
Messer Tulipano alla Corte dei Sultani | Castello di Pralormo TO
Primi d'Italia | Foligno PG
Salone del Gusto Slow Food | Torino
Territori in Festival | Montecatini Terme PT

Attivi

Eventi all'estero

Forum Gastronomic di Girona | Barcelona  - Spagna
Forum Gastronomic di Santiago | Galicia - Spagna

 

East meet West: la cucina turca, tra oriente e occidente

La cucina turca, tra le più varie e raffinate del bacino mediterraneo orientale, è pressoché sconosciuta in Italia dove viene spesso erroneamente confusa con la cucina greca o con quella araba medio-orientale, tradizioni di popoli con i quali i turchi ebbero intense relazioni e dai quali assorbirono importanti influenze, originando però attraverso i secoli una propria tradizione specifica.

La cucina turca
Pastori nomadi originari delle steppe desertiche dell’Asia centrale o feroci guerrieri fedeli ai loro sultani, i turchi hanno introdotto nel Mediterraneo alcuni importanti prodotti latteo-caseari, come lo yogurt con il quale ancora oggi vengono preparate una serie innumerevole di salse e zuppe fredde e alcune bevande a base di latte fermentato (ayran), molti formaggi di ottima fattura (beyaz peynir, tulum, diyarbakir örgü), la pasta ripiena, sotto forma di “ravioli” farciti di carne (manti) mentre la loro abilitità nel cucinare le carni alla brace (kebab) ha fatto scuola in tutti i territori dominati durante l’Impero Ottomano.

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