Il vino che si beve ad alta quota

Full immersion nei vigneti vallesani: la zona di Sion conta 420 ettari coltivati. È qui che si produce le Petite Arvine, vitigno simbolo del Vallese. | Giorgia Giuliano 

Probabilmente non siete degli sportivi ma state sicuri che nel Canton Vallese potreste diventarlo, soprattutto se per alleviare la fatica non vi viene offerto un comune integratore ma un buon calice di vino. E –fidatevi- ne vale pena, specialmente perché qui ci sono vitigni per tutti i palati, essendone 50 (solo quelli ufficiali) coltivati su circa 5000 ettari di terreno a partire da una quota di 450 metri per arrivare addirittura ai 1150 metri (vale a dire i più alti d'Europa, in condivisione con la Valle d'Aosta). Nella zona di Sion –capoluogo del Vallese- a “guidarvi” tra le vigne sono les bisses: si tratta di canali d’irrigazione costruiti nel 13esimo secolo, presenti lungo tutto il sentiero e simbolo della cultura vallesana oltre che di una gradevole passeggiata. Il Vallese produce il 40% del vino svizzero e tra le cantine più stimate vi è Bonvin 1858 che a dire il vero è anche la più antica: tra i suoi must, il bianco Petite Arvine (vitigno autoctono tipico del Vallese, uvaggio bianco e a piccoli chicchi) e il Clos de Château, un Pinot Merlot. Al naso, il primo sa di frutta esotica ed è perfetto con piatti a base di pesce, primi fra tutti quelli della cucina giapponese. Il rosso lega bene con un tagliere di carne essiccata IGP e l’immancabile pane di segale. Associata alla famiglia Bonvin vi è la cantina Varone nota per la Barrique liquoreuse, molto simile ad un passito e dunque perfetta con il dessert –specie se si tratta di crema catalana. La cantina ospita Le Cube, uno spazio di degustazione che offre interessanti proposte gastronomiche come la spuma di raclette (preparata con un sifone) che ben si abbina con questo vino liquoroso. I piatti sono piccoli e sfiziosi, minimali ma con gusto. Le case sono quasi impercettibili e il Rodano non è che un dettaglio azzurro tra il verde della natura: è questa la vista che vi aspetta se sostate alla cantina Gilliard dove a tavola non mancheranno mai patate bollite e tutta la raclette che volete. Il formaggio a pasta semidura qui si beve col Fendant Les Murettes, un bianco prodotto da uve Chasselas in purezza; per chi invece ama i rossi la Dôle des Monts è assolutamente imperdibile senza tralasciare il Cornalin, prodotto anche in Valle d’Aosta.

Quello del Vallese è un territorio che non soltanto si percorre ma si beve e si degusta e se proprio avete voglia di vacanza non vi resta che fare il biglietto. 

 

 

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